Dario Zaffaroni




DARIO ZAFFARONI

Percorso artistico

Dario Zaffaroni, diplomato in Industrial Design, si avvicina alla pittura con lavori di impronta postinformale tenendo la prima personale nel 1964. Seguiranno altre mostre in diverse località fino al 1968, anno in cui conosce Dadamaino e il suo operare artistico registra una svolta radicale. Con Dadamaino inizia un sodalizio sia umano che artistico sfociato, a volte come suo assistente in seguito, anche, firmatari di alcuni importanti progetti. Questo, gli permise di conoscere altri artisti dell’avanguardia milanese quali Calderara, Colombo, Spagnulo, Tornquist, Varisco ed altri. Il contatto e la visione dei loro lavori spinge Zaffaroni alla ricerca di nuovi modi e mezzi espressivi in un susseguirsi di stagioni creative indirizzate verso la percezione visiva.

Dal 1969, attratto dai colori fluorescenti, inizia un nuovo ciclo di lavori basati sul loro utilizzo. Queste prime opere definite “Cromodinamiche fluorescenti”, eseguite esclusivamente con carte fluorescenti precolorate dal produttore in 10 tonalità. La tendenza Optical di quegli anni è una delle componenti progettuali di questi lavori, ove la modulare composizione cromoplastica delle carte, abbinate al cromatismo esaltante del fluorescente, determinano con il muoversi del fruitore una visione optical-cinetica delle opere. Parallelamente Zaffaroni sviluppa un secondo ciclo definito i “Rulli”, ovvero una serie di lavori realizzati con rulli di cartone rivestiti in più parti con carte fluorescenti disposti secondo una programmata sequenzialità cromatica permettendo all’osservatore di trasformarsi in protagonista: manualmente scopre le combinazioni che il rullare tattilo-cinetico ha in serbo.

Negli anni 1969/70, memore degli studi professionali, partecipa collettivamente con altri artisti ad interventi ed ambientazioni esterni codidetti “Environment”. In questo ambito Dadamaino lo vuole come assistente alla manifestazione “Campo Urbano” a Como” ove, di sera, depositano sulle acque del molo circa 1000 piastrelle di polistirolo con grafismi fosforescenti generando così delle superficiali “automotorie” riflessioni luminescenti. In seguito Dadamaino, invitata dal C.N.A.C. Centre National d’Art Contemporain alla manifestazione ”Environnement lumino-cinétique”, vuole co-partecipe Zaffaroni e presentano un’idea-progetto di 20 “Environnement” da realizzarsi sur la Place du Châtelet a Parigi. Segnalatosi secondo miglior progetto, dopo quello di Christo, su 110 proposti.

Nel 1971, Zaffaroni, Dadamaino, e M. Mondani, su invito del Central Artistic Environment del “Catchword Potash Mine” di Bad Salzdetfurth, città mineraria della Germania, propongono un’idea-progetto volto alla difesa dell’ecologia locale.

Nel 1972, Zaffaroni, Dadamaino, M. Mondani e G. Cajelli costituiscono il “Collettivo di Controinformazione Milano”, partecipando a diverse manifestazioni artistiche proponendo lavori critici e opinabili atti a vanificare l’impatto consumistico dei messaggi pubblicitari

Nel 1973, Zaffaroni con il collettivo Artisti del Borgo e il coinvolgimento dei residenti del quartiere Nuova Torretta di Sesto San Giovanni realizzano, al “13° Piazzetta Artisti nel quartiere”, un corridoio-labirinto al cui interno il visitatore co-creatore poteva contrapporre all’iconografia artistica proposta quella della sua realtà quotidiana. Questo intervento, foto/documentato, viene ripresentato da E. Crispolti nel 1976 alla Biennale di Venezia “Ambiente come Sociale” e nel 2011 al Museo del ‘900 a Milano.

Nel 1975, Zaffaroni è presente con 3 opere alla X Quadriennale Nazionale di Roma “La Nuova Generazione”. Con E. Tadini e C. D’angelo è tra gli artisti italiani invitati alla “X Internationalen Malerwochen” a Graz, Austria. Ospitato all’Università Agraria di Gleisdorf realizza 5 opere acquisite ed esposte alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz, Austria. Esporrà nuovamente alla Neue Galerie a verifica dell’evoluzione creativa avvenuta nel decennio ‘75/’85 e nel 2008/9 alla grande rassegna “Viaggio in Italia- Italienische Kunst 1960-1990” documentata con uno strorico volume. Seguiranno mostre e partecipazioni in varie città nazionali ed estere.

Nei fine anni ‘70 primi ‘80, il prosieguo della ricerca “Cromodinamiche fluorescenti” gli consente di raggiungere significativi esiti sia artistici che analitici sull’impiego dei colori fluorescenti. Nel contempo e sentita l’esigenza di spostare la sua creatività anche verso espressioni più incontrollate e accidentali, elabora un nuovo ciclo di lavori basati sull’iterazione di un minimale segno grafico “X”, casualmente colorato all’interno di una superficie quadrettata prestabilita, ricreando al suo riempimento una cromo-texture definita “Superficie cromatica indeterminata”.

Negli anni ‘90, l’attività artistica di Dario Zaffaroni si integra con quella di Art Director nel campo del design, grafica, advertising e fotografia impegnandolo saltuariamente anche all’estero. Su committenza del GMR group cura: alle Seychelles, l’Images Corporate di Finanziarie e Resort del gruppo - crea i marchi e il packagings dei prodotti della Tea Company - realizza il libro fotografico “Images” - in Sud Africa, le riprese del video “I Lucchesi nel Mondo” e in Svizzera, il reportages fotografico della band Seychellese al Festival di Montreaux.

In uno dei suoi viaggi, rimasto attratto dalle geometrie coloristiche etniche dei Ndebele viste in Sud Africa, sviluppa con nuovi criteri i lavori delle “Superfici Cromatiche Indeterminate” realizzandoli esclusivamente attraverso elaborazioni computerizzate. La continua evoluzione di questa ricerca si concretizza nei primi anni 2000, con le opere definite “Codice Cromatico Indeterminato” in cui la sovrapposizioni di segni cromografici digitali, su campiture cromatiche, evidenziano un’immaginaria mappa “codice-cromo-genetico”.

Oltre alle nuove ricerche sviluppate negli anni, Zaffaroni ha sempre prodotto le sue originali opere fluorescenti, diventandone la sua identità artistica.

L’attenta visione all’arte contemporanea ha sempre spinto Zaffaroni verso nuove soluzioni creative e progettuali. Questi intenti si identificano nelle sue ultime opere in cui la riduzione dell’utilizzo delle carte a toni fluorescenti con altre diversificate, spostano l’impatto visivo dell’osservatore più sulla geometria dinamica composta, anziché sul bagliore della cromia fluorescente.

Nell’ultimo decennio l’attività artistica di Zaffaroni è molto attiva. Nel 2010 una sua opera entra nelle acquisizioni del Museo Parisi-Valle di Maccagno. Nel 2011, con un gruppo di giovani artisti aprono a New York nella 5th Avenue la galleria autogestita MiticArt Gallery, presentandola anche all’International ARTEXPO NEW YORK. Invitato da Tiziana Manca espone con una personale ad Arte Accessibile Milano. Nel 2013, la Concept 4d di A. Ferrari lo presenta in esclusiva al LINK ART FAIR a Hong Kong ed alla BIM “Bank Gallery” a Lugano, Svizzera. Nel 2015, espone con una personale alla Frankfurter Westend Galerie a Francoforte, Germania, e in collettive nel 2016 -2019.

Seguono, in Italia ed all'estero, mostre personali e collettive in diverse Gallerie, significative presenze in Esposizioni, Aste, Fiere e Televendite d’Arte. (Vedi elenco nel menu: Esposizioni)

 

Dario Zaffaroni è membro delle Associazioni:
• AAL - Associazione Artistica Legnanese

• ALAPV - Associazione Liberi Artisti della Provincia di Varese

• La Permanente di Milano


Hanno scritto o presentato Dario Zaffaroni:
G.P. Conti, Giuseppe Bruno, Pedro Fiori, Dadamaino, Fabrizio Rovesti, Melina Scalise, A. Bonito Oliva (per gli artisti della MiticArt a New York), Andrea Ferrari, Achille Pedraglio, Susanne Capolongo, Dario Ferrè, Tommaso Trini, Stefano Cortina, Alessandro Mantovani, Palmira Rigamonti



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